Il lavoro rovina i miei piani!

Si, lo so, “il lavoro rovina i miei piani” non è una frase perfetta e consona da dire. In questo momento della vita poi, in cui il motivo per cui qualcuno non si sposa, non fa figli, non evolve, è appunto la mancanza di un lavoro. Lungi da me mancare di rispetto a queste persone, e lungi da me fare la parte di quella che preferisce fare la mantenuta dai genitori, bivaccando a destra ed a manca di giornate “sane”.

Ho avuto modo di lavorare per uno o due mesetti in uno studio di un commercialista (mio padre), registravo fatture, corrispettivi e aprivo anche la porta quando qualcuno suonava (sacrifici immani). Consecutivamente ho svolto tirocinio interno in azienda lavorando sul serio (solitamente all’università ti firmano tutto, tu vai avanti a non far nulla e l’azienda becca contributi per uno stage mai avvenuto). Infine, ho lavorato in un call center come Tecnico Informatico la cui figura si riconduce comunque al famosissimo Tuttologo Informatico per un mesetto scarso.

In ogni caso si, qualcosa ho fatto ma poi ho smesso perchè l’università aleggiava su di me come un corvo su una carcassa, rappresentata dalla mia Giada interiore ormai sfinita da un percorso che finalmente dopo anni ho concluso.

Da quella conclusione, ho avviato un processo di lamentela dovuto al tempo libero post laurea (che noia) ed una necessità incredibile di impiegare quel tempo in qualcosa di più costruttivo (voglio un lavoro ormai sono grande). Quindi sentire quel bisogno di uno stipendio (voglio almeno 1400 euro) per poter finanziare tutti gli sfizi personali (si, voglio una bicicletta e poi dopo magari la uso per appoggiarci i vestiti sopra – la sedia è troppo piccola) e perchè il lavoro nobilita l’uomo (dicono). Eppure non è quello il vero motivo. Il problema è che dopo l’uni è mancato “l’argomento di conversazione” cioè ora mi chiedono “Ma hai trovato lavoro? Adesso cosa fai? Si ma sbrighiamoci ormai sei grande”.

Sistemo cosi il curriculum. Mando pdf ovunque (anche al Mc Donald che non si sa mai) aggiorno il profilo Linkedin ed avvio un nuovo processo di lamentela:

“Mando CV e non ricevo risposte, ma nel frattempo cosa faccio? Ho troppo tempo libero, devo impiegarlo in qualcosa di più costruttivo”

oppure

“E’ sempre così in Italia, appena vedono l’età ti ignorano, non ti chiamano e se fai un colloquio nemmeno ti fanno sapere com’è andata che schifo sono stanca voglio un lavoro uno qualsiasi”

E la nuova risposta al “Cosa stai facendo in questo periodo?” diventa “Guarda non me ne parlare che palle mando CV non ricevo risposte”. Standard. MA POI QUALCUNO TI CHIAMA, il colloquio va anche bene (apparentemente). Bivacchi qualche settimana e poi ricevi la chiamata

“Siamo disponibili ad assumerti, quando vuoi iniziare?”

MAI (vorresti dire)

E ADESSO? AVEVO GIUST’APPUNTO INIZIATO NUOVI HOBBY

MI ERO ORGANIZZATA DEI WEEKEND

DELLE VISITE MEDICHE

AVEVO INCREMENTATO LE MIE ORE DI SONNO

“Ma certo sono disponibile da subito” dico.

AVEVO PRENOTATO DEI VOLI LOW COST RIGOROSAMENTE CON I SOLDI DI MAMMA E PAPA’

AVEVO PRESO IMPEGNI CON DEGLI AMICI, COSE IMPORTANTI (CAFFE’, BIRRA, TEQUILA, AMARO IN ORDINE SPARSO)

“Avrei fissato qualche impegno per questa settimana, sa, visite mediche”

 

Niente e quindi da lunedì inizio. Tipo:

  • riscoprire la mattina
  • la pausa pranzo
  • niente Simpson
  • abbandonare l’uncinetto (mai iniziato ma ho tutto il necessario nel cassetto del comodino)
  • l’istruzione da autodidatta (Arduino Kit abbandonato in un’altro cassetto)
  • 2 Kg di Farina 00 della Barilla per eventuali dolci o pasta di casa (c’era l’offertona all’ARD)
  • i miei tre cuscini che alle 9 puntualmente trovavo per terra e riprendevo per farmi coccolare per altre 2 ore di sonno (ok, forse 3).
SHARE IT: