Le brutte figure, modalità PRO

Quando le brutte figure ti accompagnano nel corso della vita, secondo me ad un certo punto non pensano: “Ok dai, abbiamo fatto abbastanza adesso lasciamola stare” perché magari sai, una persona vuole crescere, evolvere nella serietà nella professionalità ed invece niente, tu nasci con loro e te le porti dietro con prepotenza.

Mi trovavo ad una sorta di riunione per la presentazione di una prima release di un portale web, niente di particolare, diciamo la prima di una lunga serie di bozze. Porto il mac aziendale, lo esco fuori dalle mura d’ufficio proteggendolo come un bimbo perchè non mio ma del mio capo, e mi ritrovo assieme ad un collega, ad Aci Sant’Antonio presso questa azienda, questo cliente.

Camicia, pantalone, sandalino, una signorina. Parole professionali, voce pacata, pazienza infinita perchè si sa, quando fai una sorta di sito web, tutto sembra facile quindi le modifiche richieste da parte del cliente sono molteplici e tante volte al limite dell’assurdo.

Arriva il figlio del titolare con il suo mac ed io mio chiaramente diventa inutile. Utilizziamo il suo perchè aveva gia tutto aperto ed aveva tutta una serie di note riguardanti modifiche da applicare quindi ok, parliamo, meditiamo, e due ore dopo eravamo gia tutti stanchi.

Il figlio del titolare improvvisamente dice “Niente, non ci sento piu io, ho le batterie scariche” ed io pronta rispondo “Eh gia siamo tutti stanchissimi, hai ragione”.

Salutati tutti rientriamo in macchina, minuto di silenzio da parte del mio collega e subito dopo una frase: “Giada, il ragazzo comunque era sordo. Aveva l’apparecchio elettronico, gli si erano scaricate le batterie veramente”.

E niente, tutto ok. Tutto a posto.

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